Cosa è la SEO

In poche parole, la SEO è l’insieme di pratiche da adottare al fine di ottimizzare la posizione di un sito web sui motori di ricerca per determinate parole o frasi (d’ora in poi keyword).

Una buona strategia SEO può portare ad avere importanti incrementi di traffico organico (ovvero traffico proveniente dai motori di ricerca), con tutto ciò che esso comporta per un business.

In generale, se il settore lo consente, considerando che i motori di ricerca sono diventati sempre più spesso il punto di partenza per la ricerca di beni e servizi, avere un buon posizionamento organico può portare molti benefici alla propria attività.

Fattori Principali della SEO

La SEO, come già annunciato altro non è che un’insieme di accorgimenti e strategie, la cui conoscenza affonda le radici in anni di esperimenti e prove condotti dai leader di settore, tramite cui creare contenuti che il motore di ricerca identifichi come validi.

In fin dei conti gli algoritmi di Google provano a simulare l’esperienza che un utente può avere sulle pagine di un sito e in base a ciò ritiene se l’utente possa essere arricchito da quei contenuti.

Valutando i contenuti di altri siti che trattano lo stesso tema, l’autorità dei siti stessi ed altre decine di segnali, alla fine Google stila un Indice di priorità di comparsa dei siti nei risultati di ricerca. Di qui il termine indicizzazione.

Per definire l’ordine di comparsa dei siti gli algoritmi di Google si basano su oltre 200 segnali. Alcuni aspetti sono sicuramente più importanti di altri, in linea generale i segnali che hanno maggior peso nell’indicizzazione di un contenuto sono:

Qualità dei contenuti
Autorevolezza del sito
Tempo di caricamento della pagina

Analizziamo brevemente queste 3 caratteristiche:

Qualità dei contenuti:
Un contenuto per essere rilevante deve avere un impatto positivo sull’esperienza dell’utente. Questo si traduce in informazioni. Tante più informazioni pertinenti un contenuto contiene, tanto più Google darà valore a quel contenuto.

La qualità di un contenuto tuttavia non è sufficiente di per sé a garantire il posizionamento dello stesso, e qui entrano in gioco gli altri fattori preponderanti:

Autorevolezza del sito:
Google come preannunciato si basa su oltre 200 segnali per determinare l’indicizzazione di un sito e diversi di essi hanno a che vedere con l’autorevolezza dello stesso. Per autorevolezza si intende generalmente la quantità di domini referrer che puntano al sito, la storicità del sito e dei contenuti e numerosi altri fattori.
L’autorevolezza è in assoluto l’aspetto più difficile su cui lavorare, sopratutto se si tratta di un sito appena creato. Infine, da non sottovalutare anche se spesso viene bistrattato, un altro aspetto fondamentale è l’esperienza degli utenti dal punto di vista della fruibilità dei contenuti:

Tempo di caricamento delle pagine:
Quanto ci mette una pagina a caricarsi? Presenta errori di visualizzazione? Le pagine sono troppo pesanti? Tutti questi aspetti influiscono sull’esperienza dell’utente e Google tende a premiare quei siti e contenuti la cui fruibilità sia fluida. Sopratutto nell’era del “Mobile First”, la rapidità del caricamento delle pagine è un fattore che non può essere sottovalutato.

Perché vuoi includere un progetto SEO nella tua Strategia Digital

Un buon progetto digital non può prescindere dal consulente SEO e il motivo è piuttosto evidente:
Nel momento in cui si investe in pubblicità, in visibilità, in contatti, in linea più generale su vari canali di acquisizione, bisogna far in modo tale che l’esperienza dei potenziali interessati continui anche sul web.
In tal senso, essere posizionati bene sui motori di ricerca aiuta molto.
Nel corso degli ultimi anni è diventato sempre più evidente che il processo di acquisto è preceduto da numerosi punti di contatto per la ricerca di informazioni. In virtù di ciò, essere visibili per il prodotto su Google è fondamentale.

Esistono due modi per sfruttare i canali di ricerca:

A pagamento tramite Google Ads (per quanto riguarda Google) sfruttando campagne sulla rete di ricerca
Tramite un lavoro sulla qualità del sito e dei suoi contenuti in modo tale da favorirne l’indicizzazione organica sui motori di ricerca. In poche parole, lavorare sulla SEO.

Un SEO deve in definitiva cercare di mettere il proprio cliente nella condizione di creare contenuti di qualità, fruibili, con cui intercettare potenziali clienti.

Soprattutto nei settori competitivi il lavoro del SEO è quello di cercare di fare meglio della competizione, entro i limiti del possibile.

Come si fa ad aggredire un settore competitivo?
In generale la risposta è cercare di lavorare meglio degli altri.
Una parte molto importante nel lavoro preliminare che un SEO deve fare è l’Audit del settore, così da comprenderne le potenzialità, acquisirne il dominio di conoscenza, individuare le falle nelle strategie dei competitor e fornire un piano di implementazione che ne tenga in considerazione.

Alcuni settori sono molto difficili da aggredire per la presenza di competitor storici, altri in cui il lavoro può essere immenso, così come altri ancora sono inaccessibili, salvo investimenti straordinari la cui convenienza può essere discutibile.
In generale, molti dei settori B2C con ampia utenza sono sempre più inaccessibili, fra aziende leader di settore che campano di retention e brand, comparatori di offerta e ecommerce settoriali che detengono posizionamenti solidi.
Quali sono quindi gli obiettivi di una buona strategia SEO?

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Obiettivi della SEO

Un bravo SEO non può prescindere dagli obiettivi del business per il quale produce un progetto.
Trattandosi Google di un canale di acquisizione, gli obiettivi che generalmente ruotano intorno alla SEO sono riferiti all’acquisizione di nuovi clienti o la protezione da altri brand che potrebbero sfruttare le falle del settore per aggredire il mercato.
Prima di fornire un elenco di obiettivi tuttavia è fondamentale conoscere l’azienda, valutarne lo stato di digitalizzazione, valutarne gli asset digitali, al fine di capire quanto effettivamente la SEO vada incontro agli obiettivi aziendali.
Una volta effettuate queste verifiche preliminari è possibile stabilire quali debbano essere gli obiettivi di un progetto SEO.

Definizione degli obiettivi del progetto SEO

Una volta condotto un audit preliminare è fondamentale definire gli obiettivi del progetto. É buona norma che gli obiettivi si ispirino allo schema SMART. SMART è un acronimo che definisce quali debbano essere le caratteristiche di un obiettivo, che sono:

Specific: devono essere chiari i dettagli di come verranno raggiunti gli obiettivi;
Measurable: gli obiettivi devono essere misurabili quantitativamente;
Attainable: Un obiettivo deve essere quantitativamente raggiungibile altrimenti non sarà realistico riuscire a raggiungerlo.
Relevant: l’obiettivo deve essere rilevante rispetto agli obiettivi finali del business del cliente.
Time-bound: Un obiettivo non è tale se non è vincolato ad una scadenza entro cui si deve cercare di raggiungerlo.
Una volta definiti gli obiettivi del progetto e una volta illustrato lo stato di complessità del progetto al cliente (la SEO nella maggior parte dei casi è difficile e lo sarà sempre di più) si può procedere con la fase operativà in cui si condurrà un Audit SEO del sito e un’analisi approfondita della competizione per capire le potenzialità del settore in questione.

Come si fa la Seo?

Esistono due “tipologie” di SEO:
La SEO vera e propria, dove un sito si cerca di posizionare per chiavi di ricerca specifiche per il proprio settore;
La Local SEO, dove un’azienda cerca di investire in visibilità sul proprio territorio, facendo leva sul principio che l’erogazione della maggior parte di beni e servizi siano vincolati da barriere geografiche.

In generale per la creazione di un buon progetto SEO è fondamentale assicurarsi che tutte le varie fasi del progetto siano pianificate.
Le varie fasi coinvolgono:

Un Audit preliminare del sito e del settore, nonché della competizione;
In questa fase si cerca di individuare le potenzialità del settore, le falle della competizione per quanto riguarda la struttura dei siti e del loro piano editoriale (anche chiamato content gap) e la complessità generale del settore in cui si opera.
Una eventuale ristrutturazione degli aspetti tecnici del sito;
In questa fase si cerca di migliorare entro i limiti del possibile la struttura del sito, i tempi di caricamento e le dimensioni delle pagine al fine di creare contenuti che siano facilmente fruibili anche da utenti che navigano da mobile;
La pianificazione di una strategia di content marketing;
Come abbiamo detto uno dei principi cardine della SEO sono i contenuti, pertanto vanno pianificati prima di essere scritti. Senza un piano editoriale e una keyword strategy il rischio è di scrivere a caso,
ripetendosi e aumentando il rischio di cannibalizzazione delle keyword.
La pianificazione di una strategia di acquisizione di link organici da altre testate autorevoli;Infine, essendo l’autorevolezza del sito uno dei fattori determinanti, non può essere sottovalutata una strategia di backlinking. Creare relazioni, sfruttare parternship esistenti e crearne di nuove è uno dei punti cardine della SEO per aumentare l’autorevolezza di un sito.

Quanto dura un progetto SEO e Quanto Costa

Generalmente, il minimo assoluto per poter vedere qualche cambiamento si aggira intorno ai 6 mesi, a meno che il settore non sia facile, ma è sempre più raro. Per la verità, un progetto SEO non ha mai fine perché ci saranno sempre nuovi filoni da sfruttare, nuove strategie da testare, e nuove relazioni da acquisire.
6 mesi è una cifra indicativa in quanto dopo tale arco di tempo si è in grado di avere la percezione se gli sforzi compiuti valgono la pena o se è meglio cercare di sfruttare altre strategie di web marketing.
La SEO non è facile e coinvolge il lavoro di numerosi esperti.
I risultati possono essere sorprendenti, tuttavia a seconda dei casi possono essere necessari grossi investimenti per vedere dei risultati.
In generale le voci di spesa che non devono essere sottovalutate sono:

I costi di consulenza mensile;
Costi di copywriting professionale per ogni articolo;
Eventuali interventi di manutenzione e correzione degli aspetti tecnici del sito;
Costi di strumenti per il monitoraggio della SEO;
Costi per la creazione di relazioni sul web.

Considerando la quantità di esperti che un progetto SEO coinvolge è facile capire come i prezzi non possano essere esigui. In linea generale è buona norma valutare un’investimento sulla SEO se si ha a disposizione le risorse per garantirne la durata per almeno due anni.

Da chi è composto un Team SEO

Un progetto SEO come annunciato si avvale di numerose figure professionali:

Il consulente SEO, il cui compito è di redigere la strategia, coordinarne l’esecuzione e valutarne l’impatto sul business del cliente.
Il Webmaster, che può essere interno all’azienda o messo a disposizione dal consulente SEO;
Il Tool di monitoraggio, che consente di individuare strategie e falle della competizione;
Uno o 2 copywriter, a seconda dell’entità del progetto, che producano contenuti di qualità;
Il cliente, che supporti le attività SEO in modo partecipativo in modo tale da dare al team le indicazioni tali per tarare una strategia ad hoc.

Requisiti di un progetto SEO: il SEO non è per tutti

La Search Engine Optimization è sempre più complessa, per numerosi motivi.
Innanzi tutto, rispetto ad anni fa, qualsiasi azienda oggigiorno ha uno sito web, e questo sicuramente non semplifica le cose.

L’aumento esponenziale di competizione che si è registrato in questi anni ha sicuramente portato alla creazione di settori sempre più competitivi sia dal punto di vista della pubblicità a pagamento che delle strategie di posizionamento organico.
Intraprendere un percorso di SEO comporta investimenti dell’ordine delle migliaia di euro, senza contare che la maggior parte dei siti delle PMI non hanno i requisiti tecnici per essere indicizzati bene, sopratutto per quanto riguarda i tempi di caricamento delle pagine e la qualità dei contenuti.
I costi per instaurare le relazioni online necessarie ad avere un minimo di autorità possono incidere notevolmente sui prezzi di un progetto SEO, e ciò non va sottovalutato.
In definitiva, contando tutti gli aspetti di cui si deve tenere di conto, le attività di Search Engine Optimization non sono adatte a qualsiasi tipo di cliente o di azienda.
Durante l’assessment preliminare il consulente SEO valuta se l’azienda ha le caratteristiche per far fronte ad un progetto SEO e in seguito confrontando il cliente con il settore di riferimento valuta se la SEO sia la strategia migliore da perseguire.

Perché rivolgersi ad un Esperto SEO?

Un esperto SEO è quella figura che può individuare criticità su un sito e con uno studio più approfondito può ultimare un piano di interventi che tenga conto delle specificità del settore e della situazione attuale del cliente.
Conviene sempre affidarsi ad un esperto per questo genere di valutazioni perché consente di risparmiare tempo che potrebbe essere utilizzato in modo più produttivo, ad esempio per creare contenuti di valore o per concentrarsi sulla propria attività.

Sopratutto se il sito in questione ha una certa storicità, è possibile che non gestendo gli aspetti SEO correttamente si possa creare dei seri danni al posizionamento, pertanto è comunque conveniente sentire più pareri prima di fare operazioni che potrebbero compromettere il posizionamento online.
A volte bastano piccole distrazioni che possono costare mesi se non anni di lavoro, un redirect sbagliato, un protocollo https non funzionante, e può saltare il duro lavoro fatto per ottenere un certo posizionamento.

Difficilmente si assiste ad errori drastici che siano veramente irrimediabili, però non di rado succede che, ad esempio a seguito di un restyling, un sito perda un posizionamento. Per evitare questo genere di situazioni conviene avvalersi di una consulenza qualificata.
Se invece si tratta di creare un progetto ex-novo, la consulenza di un esperto vi porterà ad avere una strategia delineata, che consente di massimizzare gli sforzi e di raggiungere gli obiettivi che vi siete dati per quel canale di acquisizione.

Audit SEO e Consulenza Tecnica

Questo tipo di analisi si concentra sugli aspetti tecnici del sito, purtroppo troppo spesso sottovalutati, ma che influiscono pesantemente sulle prestazioni del sito e sull’esperienza degli utenti, che inevitabilmente si riflette sui tassi di conversione.
Vengono presi in considerazioni aspetti quali il tempo di caricamento delle pagine, i tempi di risposta del server, le dimensioni e la compressione delle risorse, il numero di risorse, ecc..

La quantità di fattori da esaminare può essere molto ampia, a seconda della qualità del sito su cui si opera.
In base all’esito dell’analisi tecnica si valuta se abbia senso fare correzioni mirate, un restyling oppure fare il sito ex-novo.
Infine, l’altro aspetto da non sottovalutare durante l’analisi del sito sono le considerazioni riguardo la User Experience, uno dei pilasti della SEO. I contenuti possono essere ottimi, ma se l’utente non riesce a fruirne, sarà inutile aspettarsi un ritorno sull’investimento.

Come è strutturato un Audit SEO

L’audit tecnico è composto da diverse fasi.
Innanzi tutto viene definita una checklist, comune a tutti i progetti, degli elementi da controllare.

Generalmente le prime cose che si controllano sono quelle su cui è più frequente che vengano commessi errori grossolani, in modo tale da evitare scenari da “pagliuzza e trave”.
La checklist include:

Stato di indicizzazione generale del sito;
Analisi del profilo link della proprietà web;
Analisi tecnica del sito e dei tempi di risposta del server;
Analisi della SEO on page e degli elementi che potrebbero ostruire la navigazione utente;
Analisi delle dimensioni delle risorse da scaricare al caricamento di una pagina e di eventuali risorse che ritardino il rendering dei contenuti della pagina;
Analisi della struttura del sito, dell’internal linking, della struttura delle directory e degli elementi principali che contribuiscono alla SEO (robots.txt, sitemap, ecc..)

Una volta identificati gli errori, si prepara un piano di implementazioni per risolverli. In questa fase è fondamentale il supporto del webmaster incaricato del progetto in quanto dovrà collaborare con il SEO per risolvere i problemi individuati.

Analisi e Progettazione

In fase di progettazione può essere molto utile avere a disposizione i dati del sito web del cliente, ovvero gli accessi alla Search Console e a Google Analytics.
Dopo aver eseguito un crawl con software quali ScreamingFrog, è possibile valutare lo stato di salute SEO del sito.
A quel punto la consulenza può prendere due direzioni diverse:

Un intervento mirato alla risoluzione dei problemi;
La progettazione di un piano di posizionamento.

Generalmente è difficile che un progetto che abbia bisogno di risoluzioni tecniche non abbia ulteriori potenzialità di crescita,

Tuttavia è doveroso ricordare che trattandosi la SEO di un investimento su di un canale di acquisizione, in termini spiccioli pubblicità, deve essere orientata ad un ritorno economico o di visibilità.
Questa considerazione troppo spesso è trascurata, il che porta a progetti senza nè capo nè coda, mentre invece in fase di definizione degli obiettivi è fondamentale.
A tal proposito, prima ancora di valutare i costi di un progetto SEO, quanto costa effettivamente una consulenza SEO?

Costo di una Consulenza SEO

Una consulenza SEO prevede un lungo lavoro di analisi, senza il quale è impossibile esprimere un parere che non sia superficiale, per questo al dilà della durata effettiva della sessione bisogna considerare il lavoro a monte necessario per fornire quella valutazione.
Pertanto il prezzo di una consulenza SEO, benchè possa variare dalle poche decine di euro alle migliaia di euro a seconda dell’esperienza del professionista che si interpella, in genere si aggira intorno alle 200-400€.
Soprattutto se l’attività è strategica per il cliente, è buona norma ricevere più pareri e cercare di avere un quadro della situazione più chiaro possibile prima di prendere decisioni. In questi termini affidarsi ad esperti, sul lungo termine è un investimento ben ripagato.

Fare la SEO a Firenze

Le attività SEO focalizzate su una località acquisiscono il nome di “Local SEO”.
In quest’ottica, lavorare di SEO su una città piccola come Firenze può avere più senso che cimentarsi in un progetto di scala nazionale, per quanto possa inizialmente sembrare più allettante.
Fare la SEO a Firenze, come in qualsiasi altra città, è nettamente più semplice che farla su scala nazionale, ed è proprio questo il vantaggio della Local SEO.

Basti pensare che sono sufficienti tre competitor di scala nazionale e un paio di testate di settore autorevoli per avere grossi problemi ad posizionarsi in prima pagina.
In questo risiede la forza della Local SEO, perché a meno che le suddette aziende non siano presenti anche localmente e abbiano investito sulla stessa tipologia di progetto, il fatto di risiedere più vicino al centro di interesse della ricerca consente di avere un vantaggio competitivo che deve essere sfruttato.
Un altro grande vantaggio di lavorare sulla Local SEO è che per quanto sia il tipo di progetto che più si confà al panorama aziendale italiano, che è composto per il 92% da PMI, pochissimi la conoscono e ne sfruttano le potenzialità.
Se poi contestualizziamo questi dati al tessuto imprenditoriale fiorentino, ne emerge che a maggior ragione conviene concentrarsi su scala locale, data la scarsità di aziende strutturate nel nostro distretto territoriale.
Premesso quindi che nel 90% dei casi un progetto SEO di una azienda locale debba vertere su pratiche di Local SEO, quali sono i reali vantaggi nel perseguire un progetto SEO a Firenze?

Orizzonti di sviluppo per la SEO a Firenze

Perché questo panorama imprenditoriale dovrebbe costituire un vantaggio nel fare la SEO a Firenze?
La risposta è piuttosto semplice.
Generalmente le piccole e medie imprese non investono sulla SEO.
Considerando che sia come paese che come città non siamo particolarmente avanzati in campo digital, questo nè è solo uno degli effetti collaterali.
Essendo il tessuto imprenditoriale fiorentino caratterizzato da PMI, che generalmente non dedicano grossi investimenti alle attività digital, è facile che il territorio sia privo di competitor particolarmente strutturati.

A meno che non si decida di investire su settori che presentano multinazionali capillarizzate o settori competitivi per antonomasia, ad esempio settori finanza, food, accoglienza o assicurazioni, questa considerazione non è da trascurare.

Uno dei principi cardine della SEO è proprio fare leva sulle falle della competizione, in modo tale da creare un vantaggio competitivo.
In un contesto in cui poche aziende investono sul posizionamento organico, le potenzialità del canale sono molto alte.
Nel momento in cui facendo una ricerca del settore in cui si opera, declinato per la città di riferimento, non si trovano competitor organizzat, è già più probabile che con una strategia mirata si riesca a posizionare dei contenuti che siano di valore per gli utenti.
Sebbene la maggior parte delle ricerche che hanno queste caratteristiche non abbiano grossi volumi di ricerca, il fatto di insistere su una nicchia non esplorata può portare ad accaparrarsi larga parte di quelle ricerche, che seppur non essendo molto possono comunque costituire un incremento nelle attività dell’azienda.
Senza contare che la maggior parte dei siti delle PMI italiane non sono ottimizate né per la SEO né per il mobile, un ulteriore difetto da sfruttare per chi ha la lungimiranza di adeguarsi in un momento in cui il telefono è il primo mezzo di fruizione del web.

Perché se hai un’azienda a Firenze vuoi fare la SEO

Ricapitolando, le condizioni del territorio fiorentino sono favorevoli allo sviluppo di un progetto SEO e le riassumo di seguito:

Il tessuto imprenditoriale fiorentino è composto per lo più da PMI, che raramente sostengono investimenti importanti nel digital marketing.
La Local seo è poco sfruttata dalle aziende che ne potrebbero trarre vantaggio;
La maggior parte dei siti web non sono ottimizzati nè per un progetto SEO nè per il mobile.

Tuttavia, come accennato non tutti i settori sono rosa e fiori per investire sulla SEO. Per valutare rapidamente se il settore in cui opera la tua attività è papabile per un progetto SEO, sono sufficienti pochi semplici passaggi.
Cerca su Google le keyword attinenti la tua attività e controlla i primi 10 risultati di ricerca:

I primi 10 risultati sono tutti pertinenti con la tua ricerca.
Se alcuni dei contenuti non rispondono alla tua ricerca allora è possibile che ci sia margine di manovra.
Alcune dei primi risultati appartengono alla stesso sito?
Google tende a differenziare le fonti per la SERP, se un’azienda è presente più volte è possibile che vi sia spazio per subentrare.
Tra i primi risultati ci sono dei PDF?
Nulla vieta che i PDF vengano indicizzati, tuttavia si indicizzano peggio di una pagina web, pertanto questo è un buon segnale.
Prova a cliccare sui risultati, i siti dei tuoi competitor si vendono bene da telefono?
Se i siti non sono ottimizzati per la navigazione da telefono è un buon segnale perchè vuol dire che con un sito ottimizzato sarà più facile aggredire la nicchia.
I contenuti sulle pagine rispondono alla ricerca?
Se i contenuti non sono esaustivi, con un buon lavoro di content è più facile riuscire a posizionarsi per quelle keyword.
Le pagine sono ricche di contenuti quali immagini e video?
Le immagini, video e altre risorse sono un segnale di qualità per Google perché tendenzialmente contribuiscono ad arricchire l’esperienza dell’utente. Se i siti ne sono sprovvisti può essere un ulteriore spunto per fornire contenuti migliori.

Se la maggior parte delle risposte a queste domande indica che c’è spazio per un progetto SEO, in tal caso ti consiglio di approfittarne quanto prima. La competitività su Google è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni, pertanto è probabile che a breve qualche competitor della zona se ne accorga e ne tragga vantaggio.

Sopratutto se sei un B2B, non sottovalutare l’impatto che un’attività di questo tipo possa avere sulla tua visibilità.
Troppo spesso le aziende B2B sottovalutano i canali digital, troppo spesso si sente dire la frase “il mio settore è diverso” o “abbiamo sempre fatto così”.
Sperimentare è doveroso, e se le condizioni sono favorevoli l’investimento potrebbe essere ampiamente ripagato.
Sorge spontanea una domanda, perché la SEO è particolarmente indicata per il B2B?

La SEO per il B2B

Sopratttutto nel B2B le aziende che investono sulla SEO non sono molte e quelle che sono autorevoli sui motori di ricerca molto spesso lo sono casualmente, magari grazie ad un sito con uno storico importante e numerosi backlink provenienti da anni di attività offline.

A differenza del B2C, dove spesso grandi marketplace detengono le prime posizioni e non consentono attività di questo genere, sul B2B è più difficile trovare così tante aziende strutturate lato digital da non consentire margine di manovra.
I settori B2B spesso contanto su volumi di ricerca delle keyword molto più bassi rispetto a settori B2C, ma questo non necessariamente è una cosa negativa.
Semplicemente, per la natura stessa dei servizi che propongono, la quantità di persone che li ricercano e li richiedono sono più basse.

Riuscire ad accaparrarsi una buona percentuale di quelle ricerche può essere un ottimo investimento in visibilità e se veicolate nella giusta maniera, anche di contatti lavorativi.

Pensi che la SEO sia una strategia adatta al tuo settore? Valutiamo insieme il tuo caso!
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